CRITICA di Barbara Cianelli:

 

L'emozione in un colore Il cromatismo nella pittura di Ivan Todaro.

Sintetizzare le proprie emozioni è una capacità che in pochi possiedono, ma coloro che ci riescono possono dirsi Artisti nel vero senso del termine. Le tele dipinte da Ivan Todaro sono una sintesi di intensità cromatica e di emotività. La sua scelta di rappresentare l'informale è il risultato delle esperienze artistiche maturate attraverso lo studio delle opere dell'Action Paiting pollockiana fino a spaziare alla pittura di Burri. Nelle forme e nei colori delle creazioni di Todaro sono racchiuse le essenze della materia e della sua energia. La capacità del pittore di mettere a nudo la sua essenza è rappresentata egregiamente dal colore nero, tono assoluto per eccellenza. Le opere che Todaro crea sono belle alla vista e ardimentose nella fattura e nella loro concezione. Un talento, quello dell'artista, inteso proprio come capacità di emozionare con le proprie “sensazioni “ espresse con toni forti e tenui amabilmente accostati.

 

 

 

CRITICA di Albert Plaumann:

 

L'arte di Ivan Todaro è un'espressione visiva della sua irrequietezza interiore e fame di vita. Le pennellate decise ed i colori intensi, sono una rincorsa verso un domani che non va temuto, ma affrontato e vinto. L'energia confluita nel suo sistema nervoso durante il giorno, come un antico rituale di purificazione, viene poi lasciata confluire sulla tela la sera, la quale si lascia sedurre. Nei suoi quadri non c'è spazio per la paura, ma solamente una gran voglia di sperimentare ed assaporare nuove esperienze. Cerca sempre di volare alto come gli aquiloni che tanto ama, in lui la voglia di volare è più forte della paura di cadere. Le forme astratte dei suoi dipinti assomigliano alla festa dei colori indiana, paese che l'artista ama ed ogni anno vi si reca, per aiutare le persone che vivono negli slum. Come diceva Nietzsche: solo chi ha dentro di sé il caos può generare una stella danzante. L'istinto prevale sulla ragione anche se tutto è organizzato, l'emozione sconfina i bordi bi-dimensionali del quadro senza cornice. Ivan è un artista dallo stile moderno anche se richiama nello spettatore passioni arcaiche, forse sopite, ma non dimenticate. Come il viaggio a piedi nudi, la voglia di volare verso il sole di Icaro e la gioia della fantasia al potere. Fare paragoni con altri artisti nel suo caso è complicato, il tentativo di differenziarsi e cercare sentieri non ancora battuti è troppo forte in lui. Nel suo stile non c'è nulla di accademico o preimpostato, tutto scorre in un fiume che non ha mai voluto sposare i suoi argini.

CRITICA di Pasquale Di Matteo all'opera L'INCONSCIO:

 

In quest’opera, si manifesta un estro creativo che vive di pulsioni e che necessita di spazi in cui esplodere, unitamente a una personalità articolata, attraverso i quali si declina sulla tela l’anima dell’artista.

Singolare il prevalere del blu nella parte centrale del dipinto, un invito che Ivan Todaro fa a tutti noi di ricondurci agli angoli più nascosti di noi stessi, per ascoltarci; il blu, infatti, è il colore della meditazione, dell’inconscio, del legame tra riflessioni ed emozioni, viatico per giungere alla spiritualità.

E questo blu si espande in diagonale, a tracciare una demarcazione con cui l’artista crea una dicotomia tra le sue diverse anime, evidenziate con tonalità di rosso: un’anima guerriera, energica, esuberante, nell’angolo in basso a sinistra, dove i rossi divampano come fuoco e si allargano come il sangue, e più romantica e sensibile sulla destra, dove i segni si fanno più soffici, tenui, quasi ovattate carezze che si liberano verso l’alto.

Con L’Inconscio, Ivan Todaro ci racconta le sue emozioni in maniera viscerale, sincera, genuina, senza orpelli, né artefici stilistici che ne esaltino il senso estetico, ma dando libero sfogo alla propria anima e a un uso del colore emozionale, sfogato d’istinto.

Le estremità dell’opera sono invase da macchie di luce, di gialli che tendono al bianco, come se l’artista volesse rimarcare il desiderio di avere più spazio, di estroflettere la propria anima e il proprio vissuto oltre i limiti imposti dal supporto, in spazi fatti di luce, di speranza, di cambiamento.

Perciò, con quest’opera, Todaro ci invita a ricondurci all’essenza di noi stessi, per imparare a veicolare le energie in positività, per dare un senso alla vita attraverso la capacità di essere critici e di saper prendere spunto dalle nostre personali emozioni, cosa non scontata in una società in cui le individualità vengono svilite dalle mode e dagli stereotipi, che ci insegnano a recitare i ruoli di modelli ottriati dai media, per inseguire gli idoli canonizzati dalla società consumista.

L’Inconscio, quindi, è una gigantografia dell’angolo più recondito di Ivan Todaro, artista capace di trasformare le emozioni e le sensazioni scaturite dalla quotidianità in colori e giochi di luci da declinare sulla tela attraverso il suo sapiente uso della grammatica del colore e della poesia dell’anima.

 

Critica di Loris Zanrei

 

« Il lavoro di Ivan Todaro è una riflessione sulla natura e la funzione dell’arte visiva nella società contemporanea, un tentativo di porre l’arte a contatto con le contraddizioni della nostra società e di agire all’interno di essa.   

 

L’opera di Todaro è una rivolta contro il reale dato. Non cerca di porsi al di fuori di esso, ma nelle sue crepe, crepe impercettibili ad un occhio disattento, che si lascerebbe ingannare dalla sua pretesa di assoluta uniformità e linearità. Le regole del reale vengono assolutamente scombussolate, è interessante perché è semplice, immediato, infantile e creativo, commerciale ma intelligente. E a differenza di tanti artisti snob-mediocri…lui vende e si vende. Ivan Todaro piace perché è se stesso. quando l’arte ha provato ad essere educativa, pedagogica, ha prodotto schifezze. L’arte ha solo il dovere di far esprimere la libertà e la possibilità dell’alterità. Il resto è meglio lasciarlo ai filosofi o ai preti ».